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Esempi di inserimento dei termini di ricerca


milano roma: deve essere presente uno dei due termini
+milano +roma: devono essere presenti entrambi i termini
+milano roma: deve essere presente milano ed eventualmente roma
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+milano +( venezia): devono essere presenti o milano e roma o milano e venezia, ma i record con milano e venezia hanno rilevanza maggiore.
('<' indica minore rilevanza, '>' indica maggiore rilevanza)
"milano roma": deve essere presente l'esatta sequenza milano roma

Ricerche in: Architettura e Costruzione
Storia della costruzione
PRIN 2008 - La costruzione industrializzata in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80. Modi e tecniche di conservazione e recupero.
La finalità generale della ricerca è stata quella di fornire un contributo specifico e operativo al problema della conoscenza, della conservazione e della riabilitazione del patrimonio architettonico realizzato in Italia nel periodo tra il 1960 e il 1980 con tecniche costruttive innovative basate sui processi industrializzati e di razionalizzazione già diffusi nel resto d'Europa. L'obiettivo della ricerca è stato quindi duplice: 1) riconoscere i caratteri costruttivi che l'architettura italiana ha assunto a partire dalla fine del boom economico; 2) elaborare un complesso di linee guida di intervento come strumento di riferimento nei progetti di recupero di queste architetture. Articolazione del progetto Il lavoro è stato diviso in tre fasi: la prima storico-tecnica, la seconda analitica, la terza progettuale. Nella prima fase si è ricostruita la vicenda storico-tecnica nel suo complesso, a partire dalle ragioni che hanno condotto all'introduzione ritardata della prefabbricazione e razionalizzazione del processo costruttivo nel comparto edilizio italiano, seguendone lo sviluppo durante le fasi di maggiore successo fino al suo progressivo accantonamento. Si sono riscontrate molteplici lacune nello stato dell'arte e la ricerca è stata condotta prevalentemente su archivi inediti, inesplorati e per lo più sconosciuti, di conseguenza di difficilissima consultazione. Sono stati effettuati specifici approfondimenti su alcuni temi chiave, per esempio: - analisi del repertorio dei sistemi stranieri importati in Italia, relativi sia alla prima fase della prefabbricazione che alla seconda della razionalizzazione, e le applicazioni che questi sistemi avevano già avuto nei paesi di origine; - analisi del repertorio dei brevetti nazionali depositati nel periodo '60-‘80 relativi al tema dell'industrializzazione; - analisi del processo di unificazione, normalizzazione, standardizzazione compiuta dai vari istituti appositamente costituiti; - ricostruzione del quadro normativo; - ricerca sul cambiamento nel tempo della struttura d'impresa; - ricerca specifica sui brevetti e sistemi di montaggio d'autore. - ricerca specifica sul sistema di prefabbricazione strutturale ideato e portato ai massimi sviluppi da Pier Luigi Nervi; - mappatura cronologica. Nella seconda fase sono stati individuati e analizzati gli edifici/quartieri oggetto dello studio-campione. Questo percorso conoscitivo è stato indispensabile per avviare la terza fase della ricerca: quella dell'elaborazione di ben definite e specifiche linee guida di intervento espresse come un insieme di ben determinate indicazioni operative 'tagliate su misura'. Data la complessità del lavoro, questo è stato naturalmente possibile solo su alcuni casi studio.
PRIN 2006 - La costruzione dell'architettura in Italia nel dopoguerra (1945-65). Modi e tecniche di conservazione e recupero
La ricerca si è proposta di riconoscere i caratteri costruttivi pi' tipici dell'architettura italiana dalla ricostruzione al boom economico e di individuare un complesso di linee guida che costituiscano uno strumento da utilizzare negli interventi di recupero dell'architettura italiana del periodo. La concezione del progetto nasce dalla constatazione delle carenze conoscitive e delle difficoltà  operative che emergono quando, in generale nel caso di edifici del Novecento, si provi a passare dalla enunciazione di teorie e di principi sul restauro all'intervento su casi concreti. Le difficoltà  derivano, da un lato, dalla scarsa conoscenza delle tecniche costruttive impiegate (e pi' in particolare di quelle adottate in singole opere, anche famosissime) e, dall'altra, dall'impossibilità  di riferirsi, in fase di progetto, ad una prassi che, invece, per il restauro dell'antico è già  consolidata. Il lavoro di ricerca è stato diviso in tre fasi, una analitica, la seconda a contenuto sperimentale, l'altra progettuale. In primo luogo è stato approfondito lo studio dei caratteri architettonici e costruttivi di una selezione di opere rappresentative del periodo; successivamente sono stati esaminati lo stato e le cause di degrado di alcune parti degli edifici; su queste infine, è stato messo a punto un insieme di possibili interventi tecnici finalizzati alla loro conservazione. Questo prodotto di ricerca ha fatto riferimento a parti ben precise di edifici esemplari: dando perciò indicazioni puntuali su quegli elementi edilizi tipici del modo di costruire nel periodo individuato che, per il loro contenuto sperimentale, manifestano spesso una intrinseca 'fragilità '. La ricerca si è conclusa nell'ottobre 2009. I risultati sono parzialmente pubblicati in: P.G. Bardelli, A. Cottone, F. Nuti, S. Poretti, A. Sanna (a cura di), La costruzione dell'architettura. Temi e opere del dopoguerra italiano, Gangemi editore, Roma 2009. Per la presentazione dei risultati è stato organizzato a Roma, presso il CNR, un seminario per il giorno 5 novembre.  
PRIN 2003 - L'architettura moderna in Italia negli anni trenta e quaranta. Un manuale per la conservazione ed il recupero.
Nell'architettura italiana degli anni trenta e quaranta viene ripensato il ruolo del dettaglio costruttivo, e ai materiali edilizi viene affidata una funzione simbolica e figurativa di primaria importanza (come il marmo rievoca la tradizione classica, così i nuovi materiali da costruzione sono emblemi della modernità dell'industria autarchica italiana). Sarebbe inutile cercare le differenze tra il più insignificante edificio in stile littorio e il più originale edificio moderno in una diversa impostazione teorica o nel programma progettuale o nell'impianto planovolumetrico: le differenze si sviluppano piuttosto nella fase esecutiva del progetto e si riversano nel linguaggio architettonico, la cui tonalità è spesso racchiusa nella soluzione di un dettaglio costruttivo o nel singolare uso di un materiale. In tal senso ridare il valore originario ad un particolare architettonico può concorrere a restituire il ‘senso' ad un'opera quanto l'acuta intuizione delle sue implicazioni teoriche e culturali. Viceversa, a causa dell'essenzialità del linguaggio architettonico elaborato in quegli anni, un errato intervento su un dettaglio può snaturare l'opera in misura maggiore di una vistosa alterazione volumetrica: bastano cambiamenti minimi per trasformare un capolavoro in un edificio anonimo. La consapevolezza della centralità del dettaglio costruttivo e del modo di impiego dei materiali serve ad orientare l'azione progettuale assai più che l'applicazione meccanica di teorie o di principi sulla conservazione. L'intervento di restauro richiede dunque un progetto che si spinga fino al ridisegno dei più minuti elementi costruttivi dell'opera; ridisegno che non necessariamente condurrà alla conservazione (sempre auspicabile) o alla ricostruzione di parti uguali alla versione originaria, ma che potrà portare a scelte che della soluzione originaria dovranno mantenere, in ogni caso, lo spirito architettonico iniziale. Si tratta di un'operazione squisitamente progettuale, dunque, basata sulla rigorosa e approfondita conoscenza filologica dell'opera, ma configurata (se necessario) come elaborazione mirata di nuove soluzioni architettoniche e costruttive. Questa esigenza di riprogettazione dettagliata, in quanto richiede l'impiego di progettisti esperti, è un'altra delle cause che ostacolano il buon esito degli interventi di restauro sul moderno. All'interno di tali questioni generali, questo progetto di ricerca si propone di approfondire la conoscenza dei caratteri peculiari della costruzione moderna italiana attraverso lo studio di una serie di opere esemplari e di dare indicazioni progettuali di intervento su quegli elementi architettonici che più tipicamente rappresentano il modo di costruire nel periodo studiato e che, per il loro carattere 'sperimentale', manifestano una intrinseca 'fragilità' e un evidente stato di degrado. Lo studio sarà condotto su parti architettoniche ben definite: misurarsi, almeno per via di simulazione, con casi concreti e con problemi specifici, permetterà di superare il generico e tradizionale repertorio di soluzioni-tipo non proponibile per questo particolare genere di opere.
PRIN 2000 - La costruzione moderna in Italia: il patrimonio edilizio dell'INA Casa (1949-1963). Modi e tecniche per la conservazione ed il recupero.
Titolo specifico del programma dell'unità di ricerca di Roma Tor Vergata: Gli interventi INA Casa a Roma: studi e proposte su alcuni casi esemplari. Nel lavoro sono coivolte 11 unità di ricerca. Gli esiti del lavoro sono pubblicati in: L'architettura INA Casa (1949-1963). Aspetti e problemi di conservazione e recupero, Gangemi, Roma 2003.   Nell'ambito della ricerca è stata organizzata la sezione "L'INA Casa. Il cantiere e la costruzione" allestita per la mostra "Città Architettura Edilizia Pubblica. Il piano INA Casa 1949-1963" svoltasi a Roma presso il Centro per le Arti Contemporanee (poi MAXXI) dal 16 febbraio al 16 marzo 2002.  
L'edilizia non residenziale in Italia nel secondo dopoguerra: studio dei caratteri architettonici e costruttivi finalizzato al recupero edilizio
La ricerca, finanziata con fondi di Ateneonel periodo 2009-2011, si colloca nell'ambito degli approfondimenti sugli aspetti tecnici ed architettonici inerenti il recupero del patrimonio architettonico italiano del secondo Novecento. Questo tipo di studi, basato sulla consultazione di archivi privati dei progettisti e di enti pubblici e privati, intende investigare i rapporti che intercorrono tra la tecnica costruttiva e gli esiti architettonici nelle architetture del periodo preso in esame, ampliando, con contributo originale, le ricerche condotte all'interno dell'ambito disciplinare specifico ed offrendo un supporto scientifico ad eventuali interventi di recupero. La ricerca, in particolare, si incentra sullo studio dell'edilizia pubblica e/o privata con destinazione ad ufficio. Si vuole evidenziare la particolare declinazione italiana della 'modernità' architettonica, in cui le aggiornate tecniche costruttive introdotte da una maggiore industrializzazione del settore convivono con la tradizione costruttiva italiana ed incidono radicalmente sugli esiti figurativi, confrontandosi con le nuove esigenze aziendali. L'impiego di nuove tecnologie e materiali costruttivi, insieme ad una più attenta organizzazione del cantiere delineano quindi l'immagine moderna dell'ufficio. Attraverso gli esempi selezionati si vogliono mettere in luce alcuni aspetti innovativi e sperimentali per l'Italia che riguardano quindi i metodi costruttivi, i materiali impiegati, i sistemi di prefabbricazione, le soluzioni impiantistiche, l'organizzazione del cantiere e della manodopera che, in diversa misura ed esiti, caratterizzano le opere. La modernizzazione delle tecniche edilizie contribuisce a dare una riconoscibilità all'edificio per uffici, nel quale la funzione 'pubblicitaria' assume un peculiare rilievo. Ma il carattere sperimentale di questi edifici si deve confrontare con la durabilità nel tempo di quegli elementi costruttivi originari che contribuiscono a determinare l'immagine architettonica e, soprattutto, con il necessario adeguamento funzionale ed impiantistico alle normative attuali. In questa ottica la ricerca si propone di delineare orientamenti operativi per la valutazione e conservazione delle caratteristiche architettoniche e costruttive degli esempi oggetto di studio.