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Ricerche in: Architettura e Costruzione
Sperimentazione progettuale
Forma e costruzione: studi sulle strutture sottili in cemento armato. Pier luigi Nervi e il ferrocemento.
La ricerca si è sviluppata con studi sugli ingegneri italiani del novecento e si è focalizzata nel tempo sulle sperimentazioni e sulle opere di Pier Luigi Nervi, in particolare nella prima parte della sua carriera. Pubblicazioni: GRECO C. (1997),  Le prime cupole in cemento armato sottile. In: CONFORTI C. A CURA DI. Lo Specchio del Cielo, storia e costruzione delle cupole dal Pantheon al '900. p. 293-301, MILANO:Electa GRECO C. (1997), Pier Luigi Nervi dal brevetto Hennebique al ferrocemento. In RASSEGNA DI ARCHITETTURA E URBANISTICA, vol. 24, ISSN: 0392-8608 GRECO C. (2001), Giorgio Baroni. Coperture sottili in forma di paraboloide iperbolico. AREA, vol. 57, ISSN: 0394-0055 GRECO C (2001). Pier Luigi Nervi. Curve, eliche e movimento nella ricerca architettonica degli anni '30. AREA, vol. 57, p. 4-15, ISSN: 0394-0055 IORI T., GRECO C. (2002), Sperimentazioni autarchiche in Italia per le coperture di grande luce. I casi di Eugenio Miozzi e Giorgio Baroni. Marsilio Editori, Venezia, 2002. In: PIER GIOVANNI BARDELLI, ELENA FILIPPI, EMILIA GARDA A CURA DI. Curare il Moderno. I modi della tecnologia. vol. 1, p. 101-110, VENEZIA:Marsilio EditoriGiorgio Baroni GRECO C. (2003), L'entrepôt expérimentale en ferrociment de Pier Luigi Nervi (1945). In: DOCOMOMO INTERNATIONAL. Béton Armé, Experimentation, Crèation, Réhabilitation. vol. 1, p. 4-15, PARIS:Docomomo international, ISBN: 2-9519819-1-0 GRECO C. (2008),  Pier Luigi Nervi. Von den ersten Patenten bis zur Ausstellunghalle in Turin 1917-1948. QUART Verlag, 2008, Lucern 2008 – Monografia (versione tedesca e versione italiana) GRECO C (2008). Pier Luigi Nervi. Dai primi brevetti al Palazzo delle Esposizioni di Torino. 1917-1948. LUCERNA:QUART, ISBN: 978-3-907631-46-1 GRECO C. (2010) Muggia e Nervi, il fecondo e complesso rapporto tra un grande maestro e un discepolo illustre. In: BETTAZZI M.B., LIPPARINI P.. Attilio Muggia. Una storia per gli ingegneri. p. 210-219, ISBN: 978-88-7794-677-5    
Studi sull'architettura cinese tradizionale e contemporanea
Nell'ambito degli scambi culturali avviati nel 1996 e svolti negli anni con l'Istituto di Progettazione e Ricerca Architettonica di Pechino dell'Accademia delle Scienze Cinese e con altre istituzioni locali, sono stati approfonditi diversi temi dell'archittetura cinese tradizionale e contemporanea. In particolare è stata studiata la cultura costruttiva delle Case di Terra del Fujian (Greco, 2003) e la trasformazione urbana antica e recente della città di Pechino. (Greco, 2008; Greco-Santoro 2008a, 2008b, 2010). Le ricerche sono state inserite tra il 1998 e il 2009 nei protocolli scientifici di Cooperazione Scientifica e Tecnologica tra Italia e Cina del Ministero degli Esteri. Il programma di ricerca” Documentazione e Conservazione delle Case di Terra del Fujian” (1998-2005) ha consentito di descrivere e documentare la particolare tecnica costruttiva in terra cruda delle grandi dimore collettive a corte quadrata e circolare tipiche della regione del Fujian. Sono state individuate studiate e rilevate una ricca serie di tipologie ed esempi inediti, pubblicati nella prima pubblicazione sistematica in occidente (Greco, 2003) e sono stati avviati degli studi per la salvaguardia ed il recupero di questa antica cultura, divenuta nel 2008, patrimonio mondiale dell'Unesco. Il programma di ricerca “Piano di Recupero Pilota del villaggio Shi Qiao, Fujian, Cina” è stato inserito e finanziato tra i Progetti di Particolare Rilevanza del Protocollo Scientifico e Tecnologica Italia Cina 2006-2009. Dal 2006 sono stati intensificati gli studi sullo sviluppo urbano e architettonico della città di Pechino. In questo ambito è stata raccolta sin dal 1995 una ricca documentazione grafica e fotografica delle profonde trasformazioni che hanno portato all'assetto contemporaneo della millenaria capitale della Cina. I risultati sono stati raccolti e pubblicati nel volume edito da Skira (Greco-Santoro 2008a, 2008b) ed  in un più recente articolo che illustra anche le contraddizioni dei recenti cambiamenti e individua alcuni possibili scenari futuri (Greco-Santoro, 2010). Sono stati quindi approfonditi i temi relativi ad alcuni aspetti problematici dello sviluppo urbanistico recente, in particolare il degrado e la salvaguardia del centro storico della città e alcune esperienze singolari della periferia (Greco 2008). Sperimentazioni progettuali. Nell'ambito della ricerca sono stati anche svolti alcuni workshop di progettazione su alcune zone centrali della città. Seminari e workshop congiunti sono stati svolti nell'ambito degli scambi culturali con la Beijing University of Architecture and Engineering  sia a Pechino che a Roma. Progetti architettonici sperimentali e modelli di sviluppo urbanistico sono stati elaborati mettendo in evidenza alcune singolari affinità  di situazioni nelle aree dei rispettivi centri storici. I risultati sono stati presentati con mostre e conferenze.         PUBBLICAZIONI (ultimi 10 anni)   GRECO C., SANTORO C. (2010). 2(0),1,0…China!, in “Lotus International, pp GRECO C., SANTORO C. (2008a). Beijing. The New City, Skira Editore GRECO C. SANTORO C. (2008b). Pechino. La Città Nuova, Skira Editore GRECO C. (2008).  The revolution of Caochangdi, Skira YEARBOOK 2008. GRECO C. (2003). Le case di Terra del Fujian, Meltemi Editore  
Teorie e metodi di composizione architettonica: Composizione architettonica stocastica e Teoria Eventualista
La ricerca si occupa della applicazione all'architettura della Teoria Eventualista, teoria estetica elaborata dall'artista Sergio Lombardo a partire dagli anni 60 e pubblicata a Roma nel 1979. In relazione agli enunciati della teoria, una forma o uno spazio architettonico, generati secondo procedure automatiche (strutturalità) e che provochino nelle persone che interagiscono con esso interpretazioni diverse e variabili (evento) tali da modificare  positivamente nel tempo i loro ideali culturali di vita (profondità), si possono considerare  architetture eventualiste (Greco, 2003; Greco–Lombardo–Santoro 2005). Le sperimentazioni, elaborate dal 2002, hanno consentito di mettere a punto procedure automatiche di composizione architettonica stocastica per produrre forme e spazi architettonici (Greco, 2003; Greco-Santoro, 2004). I risultati derivano dell'applicazione rigorosa di metodi scientifici che tendono a limitare le scelte soggettive dell'architetto e si collocano all'interno di un percorso di ricerca teorica. Le equazioni stocastiche, che regolano le procedure automatiche di produzione e le condizioni al contorno che ne costituiscono i limiti,  rappresentano la struttura dell'esperimento stesso. E'possibile modificare la capacità dello stimolo di generare un evento operando sulle equazioni e sulle condizioni al contorno. Ciò consente di verificare i risultati mediante l'osservazione, misurare la divergenza dei giudizi emotivi e correggere, se necessario, la procedura. La prima applicazione è stata la realizzazione di 26 pavimenti stocastici nell'ambito del progetto di riqualificazione di due complessi residenziali dell'Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) degli anni 60 nel quartiere Tufello a Roma.(Greco, 2002). Successivamente sono stati elaborati diversi progetti sperimentali  in altrettanti concorsi di architettura e realizzato un primo prototipo al vero di una parete stocastica pubblicata nel 2005 (Greco, Santoro, 2005). Recentemente sono stati affrontati i temi dello sviluppo urbano, estendendo l'applicazione della teoria alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo della città futura (Greco, 2011). La ricerca (analogamente alla teoria Eventualista) è sviluppata in continuità con le avanguardie storiche del ‘900 (Greco, 2012) e prende avvio dall'insegnamento e dalle sperimentazioni progettuali di Vittorio De Feo. Aspetti costruttivi. Le composizioni architettoniche stocastiche, pur configurando immagini di grande complessità, tendono alla semplificazione sia del metodo progettuale che del processo costruttivo delle architetture reali. La complessità del progetto esecutivo, gestita dall'elaboratore elettronico, si traduce in elementi costruttivi semplici che possono essere agevolmente realizzati e assemblati. Le parallele ricerche svolte dall'autore sulle strutture in cemento armato sottile e sul ferrocemento (Greco 1994, 1995), anche in collaborazione con settori disciplinari del Calcolo Strutturale e della Tecnica delle Costruzioni, hanno consentito di ipotizzare per tali architetture stocastiche l'uso di pannelli autoportanti e isolati, realizzati  in strutture sottili di cemento ad alta resistenza e armatura con fibre di carbonio. Sono in corso di svolgimento nel Dipartimento di Ingegneria civile di Tor Vergata,  le prime sperimentazioni di laboratorio su alcuni campioni di tali strutture   Pubblicazioni  (ultimi 10 anni) GRECO C (2016). Intersection of Art, Science and architecture. Stochastic Architectural Compositions of Eventualist Theory. INTERVENTIONS/ADAPTIVE REUSE, vol. 07, p. 06-15, ISSN: 2154-8498. GRECO C (2015). Due progetti sperimentali di architettura eventualista, in "Rivista di psicologia dell'arte", vol. Nuova Serie, anno XXXVI, n.26, p. 57-64. GRECO C (2014). Modular Tessellation and Architecture, in "rivista di Psicologia dell'arte", vol. anno XXXV, 25, p. 83-96. GRECO C. (2012). Le teorie dei razionalisti russi e il laboratorio di psico-tecnica al Vuthemas (1919-1927) alle origini dell'approccio eventualista all'architettura, in “Rivista di Psicologia dell'arte”, Nuova Serie, n.23.  GRECO C. (2011). Idee per la Città Eventualista, in “Rivista di Psicologia dell'arte”, Nuova Serie,  n. 22, pp. 59-67. GRECO C., S. LOMBARDO, C. SANTORO. (2005). Stochastic Architecture and Eventualist Theory, in R. Weber, M. A. Amann, “Aesthetics and Architectural Composition”, Proceedings of the Dresden International Symposium 2004, organized by Chair for Spatial Design, Dresden University of Technology, pp. 202-208. ISBN/ISSN: 3-86611-022-7. GRECO C., SANTORO C. (2005). Applicazioni di architettura eventualista. “Rivista di Psicologia dell'Arte”. Nuova Serie,  n. 16, pp. 61-72. GRECO C., SANTORO C. (2004). Metodi avanzati di composizione architettonica stocastica. Rivista di Psicologia dell'Arte . Nuova Serie, n. 15, pp. 7-21. GRECO C. (2003). Verso un architettura eventualista, in “Rivista di Psicologia dell'arte” , Nuova Serie n. 14,  GRECO C. (2002). Il progetto di architettura. Metodi, teorie, creativita' e caso, in “Rivista di Psicologia dell'arte” , Nuova Serie, n. 13.     Greco C., Santoro C. Architettura Stocastica 2 (2003) Greco c., Santoro C. Architettura stocastica 03 (2003)     Greco C. Recupero di 26 fabbricati IACP al quartiere Tufello Roma. Pavimenti stocastici                Vincitore concorso di progettazione IACP 1998-2002
Il progetto di architettura nella riqualificazione della rete fluviale del Tevere in sistema integrato di trasporto metropolitano e parco lineare attrezzato. Metodi e strumenti per una strategia di recupero dei manufatti e degli ambiti urbani degradati.
La diffusa progettazione di sistemi infrastrutturali (viari, idraulici, ferroviari,...) ha comportato lo sviluppo di tecniche specifiche risultanti dalla naturale evoluzione di procedimenti tecnologici, ma anche dalla dominante applicazione nel progetto di criteri di matrice funzionalista, fondati sulla rappresentazione della fenomenologia urbana secondo modelli riduttivi della realt'. Con l'utilizzazione di tecniche di questa natura ? stata dunque progettata la maggior parte dei sistemi infrastrutturali contemporanei e cos? ? avvenuto per quelli relativi alle aree di espansione metropolitana delle citt? europee e in particolare di Roma. Tali tecniche sono presupposte infatti nelle prescrizioni del Piano Regolatore Generale di Roma del 1962 e dei suoi successivi aggiornamenti fino ad oggi. La rete infrastrutturale romana ? il risultato dell'utilizzazione di queste tecniche che hanno svolto un ruolo autonomo rispetto alle implicazioni architettoniche del progetto urbano. La grande diffusione di opere di ingegneria infrastrutturale per' ? avvenuta in una condizione di difficile integrazione con il sistema urbano complessivo e questo esito ha messo in evidenza i limiti di una pratica progettuale tesa alla ottimizzazione del sistema della mobilit? senza adeguata connessione ai problemi di conseguimento della qualit? dell'ambiente urbano complessivo. Oggi invece le esigenze di riqualificazione dello spazio della citt?, nel senso di un recupero dell'equilibrio ambientale e di un miglioramento della qualit? architettonica dei luoghi ha tra i suoi elementi di maggiore rilevanza la ricomposizione di infrastrutture e architettura.
Criteri ed interventi per la riqualificazione di casi esemplari di edilizia residenziale pubblica in area laziale, toscana, marchigiana.
Il patrimonio edilizio legato alla ricerca ed alla sperimentazione di nuove forme di abitazione basate non solo sulla verifica di tipi edilizi innovativi ma, soprattutto, sull'aggiornamento e revisione critica della nozione di tessuto, costituisce, forse, la traccia pi' profonda che la vicenda architettonica degli anni '60 e '70 ha lasciato nelle citt? e nel territorio italiani. Tracce tra le pi' durature, anche, perch? hanno trasmesso alle generazioni successive una grande eredit? civile. E' questo uno dei caratteri specifici e meno indagati della ricerca italiana, che si contrappone spesso ai modelli d'importazione pi' noti e pubblicizzati, i quali rivendicavano come carattere distintivo, al contrario, l'unicit?, l'individualit? e, in ultima analisi, l'irripetibilit? degli esiti. La letteratura e gli studi compiuti nei dipartimenti universitari sul tema proposto per la ricerca confermano come le condizioni di degrado nelle quali versa gran parte del patrimonio edilizio in esame sia stato da alcuni anni oggetto di attenzione da parte della comunit? scientifica non solo nazionale senza che, tuttavia, si sia provveduto ad elaborare linee guida o metodi di studio concretamente mirati all' intervento di valorizzazione, risanamento, manutenzione, tutela. In concreto, da parte di amministrazioni locali l'attenzione si ? tradotta, nei casi migliori, in interventi di bonifica igienica, strutturale, ambientale, condotta con metodi spesso disinvolti che hanno profondamente alterato i caratteri del patrimonio moderno diffuso.
Architettura e paesaggio nella ricerca contemporanea: il ruolo dello spazio pubblico aperto
Il tema trattato nelle ricerche scientifiche di Ateneo del 2006 e del 2007 era: "L'architettura del progetto urbano nella ricerca contemporanea: il ruolo dello spazio pubblico aperto".La ricerca ha inteso allargare il campo di indagine alle connessioni morfologiche tra la dimensione urbana e quella del territorio e del suo paesaggio.Gli studi recenti sull'intervento architettonico alla grande scala hanno comportato la messa a punto di tecniche specifiche del progetto considerate in genere come motivo espressivo, funzionale e tecnologico autonomo rispetto alle realt' contestuali, ovvero determinate da problemi di mera conservazione ambientale: punti di vista opposti, che non considerano le corrispondenze fisiche tra il costruito e il suo paesaggio come 'vuoto' capace di riconnetterne gli aspetti differenziali e identitari, specie nel territorio italiano.La questione posta dalla ricerca riguarda le modalit? attraverso le quali il progetto di architettura pu? ricondurre la forma del costruito a quella del paesaggio riconoscendone la specificit? morfologica. Al momento, gli obiettivi proposti hanno condotto:a) a una valutazione del rapporto tra insediamento e paesaggio, eseguita attraverso l'analisi del ruolo delle rovine archeologiche nel territorio aperto quale espressione concreta della difficolt? interpretativa della storia nella pratica della progettazione architettonica;b) a una analisi di temi relativi ai rapporti contestuali tra architettura, paesaggio e morfologia urbana (in continuit? con le ricerche 2007-2008) attraverso una sperimentazione progettuale;c) alle sperimentazioni didattiche del progetto con l'elaborazione di temi attinenti (nuove centralit? e residenza a Roma in aree urbane liminali). A conclusione della attuale fase di ricerca, sono stati prodotti (per ogni punto citato):a)- il volume: TAORMINA F. a cura di (2009). Architettura e paesaggio nella ricerca contemporanea. Le rovine di Mozia. Vol. uno, pp. 1-80. Il Poligrafo, Padova. ISBN 978-88-7115-661-3 (saggi di Cerrini F., Longobardi G., Nigro L., Purini F., Ramazzotti L., Tusa S., Taormina F.).b)- TAORMINA F. capogruppo (2008). Water-front di San Leone, Agrigento. Concorso internazionale di progettazione in due fasi, terzo premio;- TAORMINA F. capogruppo (2008). Riqualificazione delle cave del Parco delle Madonie. Concorso internazionale di progettazione, primo premio; - TAORMINA F. capogruppo (2008-2009). Riqualificazione urbana del lungomare di Levante di Ortigia, Siracusa. Concorso internazionale di progettazione a partecipazione ristretta, finalista;- TAORMINA F. capogruppo (2009). Riqualificazione urbana del Porto Piccolo, Siracusa. Concorso internazionale di progettazione, primo premio. c)- TAORMINA F. (2008). Esercizi di composizione. Un centro di servizi. Vol. uno, pp. 1-104. Aracne Editrice, Roma. ISBN 978-88-548-2003-6.
Architettura e nuovi spazi urbani: sperimentazione progettuale.
Si occupa del progetto di nuovi spazi urbani nel caso della presenza di sistemi infrastrutturali complessi. Il campo di applicazione è la periferia metropolitana di Roma. Modelli di riferimento sono gli interventi in corso di realizzazione in altre metropoli europee. Particolare rilevanza viene attribuita al sistema viabilistico che gravita intorno al Grande Raccordo Anulare di Roma. La ricerca prevede tre fasi di lavoro:1) costituzione di un repertorio di casi esemplari con riferimento ai sistemi infrastrutturali anulari periferici delle metropoli europee (particolarmente il caso di Parigi e di Londra);2) articolazione del tema in base alla complessità  di aspetti di carattere viabilistico, insediativo, normativo, energetico, paesaggistico, tecnologico